Un movimento concettuale Rolex dall'aspetto bizzarro, mai visto prima nemmeno dai collezionisti di orologi più incalliti
Gli orologi Rolex sono famosi per la loro praticità e robustezza; al contrario, il marchio si concentra meno sulle grandi complicazioni. Considerando le collezioni di casa Rolex,(rolex replica) la maggior parte dei modelli presenta un design di base a tre lancette. Ovviamente esistono opere con una maggiore complessità come il Daytona o lo Sky-Dweller, ma nel catalogo di Rolex si tratta pur sempre di una minoranza. Perciò tendiamo spesso a dare per scontato che il marchio non sia molto attivo nella ricerca e nello sviluppo di complicazioni o tecnologie avanzate. A volte, tuttavia, le cose non sono così assolute: l'esempio che segue potrebbe capovolgere la vostra prospettiva sui prodotti Rolex.

Nel 2018, durante un'asta di Antiquorum, è apparso un raro movimento concettuale Rolex, l'ELF 7230. Le prime tre lettere del nome del calibro sono in realtà un acronimo che sta per Echappement (scappamento in inglese), Lame (lama in inglese) e Flambage (inflessione/flessione in inglese), che grosso modo definiscono un nuovo tipo di meccanismo di scappamento.
Questo movimento concettuale dalla forma quasi rettangolare fu realizzato da Rolex nel 1998; si dice che ne siano stati prodotti solo 20 esemplari in tutto, il che rende i pezzi ancora esistenti estremamente rari. E non è solo la forma insolita del movimento a colpire: il design dell'ELF 7230 è di per sé molto interessante. Dalle immagini si nota che sul retro del movimento, subito dietro il bilanciere, è presente un dispositivo di forma ovale: si tratta in realtà del dispositivo a forza costante (remontoir) ideato da Rolex per migliorare la precisione del calibro. Sul retro del movimento è visibile un sottile filo metallico che attraversa la parte centrale di questo meccanismo a forza costante. Inoltre, nella parte superiore di tale dispositivo si trovano due ammortizzatori Kif, mentre un terzo ammortizzatore Kif è collocato nella parte inferiore: i primi due servono principalmente per proteggere la ruota di scappamento dagli urti, mentre l'ultimo assolve alla stessa funzione per l'asse del bilanciere.

Il principio di funzionamento di questo dispositivo a forza costante si basa essenzialmente sul movimento delle due ruote di scappamento: i bracci metallici situati ai lati del filo metallico azionano quest'ultimo tirandolo alternativamente verso l'alto e verso il basso. Tale filo metallico, che funziona un po' come una molla, suddivide e uniforma la forza trasmessa dalle due ruote di scappamento in impulsi della stessa intensità. In questo modo si garantisce che il movimento mantenga un ritmo costante, stabile e regolare nella marcia. Una volta che l'energia del movimento diminuisce al di sotto della soglia necessaria per spingere il braccio metallico a muovere il filo, il calibro si arresta semplicemente, preferendo "spegnersi" piuttosto che generare errori di indicazione dell'ora dovuti a un'energia insufficiente.
Questo concetto di forza costante appare tuttora estremamente originale, ma si narra che il materiale utilizzato all'epoca da Rolex per il filo metallico fosse la lega Nivarox. I test dimostrarono che tale lega faceva fatica a reggere la sollecitazione continua di essere costantemente tirata su e giù durante il funzionamento a lungo termine del movimento, facendo così naufragare o quasi l'intero progetto. È proprio per questo motivo che l'apparizione del movimento ELF 7230 all'asta ha destato tanto stupore, facendo quasi fatica a credere che fosse un'opera uscita dalle officine Rolex.

Sebbene il movimento Rolex ELF 7230 non sia passato dal livello di concept alla produzione in serie, questa storia ha un seguito. Chi osserva il sistema a forza costante dell'ELF 7230 potrebbe avvertire un senso di familiarità. Ed è proprio così, perché nel 2013 Girard-Perregaux ha creato un orologio a scappamento a forza costante (Constant Escapement). Questo orologio integra nel sistema di scappamento una spirale in silicio elastica e sottilissima, con un diametro di appena 14 micron, capace di immagazzinare un quantitativo limitato di energia e di rilasciarla istantaneamente sotto forma di vibrazione a onda, fornendo in modo ciclico un'energia stabile e costante al bilanciere. Vi suona familiare? (fake Longines)Il motivo è che il maestro orologiaio che aveva collaborato allo sviluppo del movimento ELF 7230 per conto di Rolex è in seguito approdato in Girard-Perregaux, portando con sé i risultati delle proprie ricerche per continuare a svilupparli. Sostituendo la lega Nivarox con il silicio, questo sistema a forza costante – che ricorda un po' la forma di una farfalla – è riuscito finalmente a concretizzarsi in un piano di produzione in serie.
Questo esempio dimostra che dietro le quinte Rolex stava effettivamente portando avanti diverse nuove sperimentazioni, pur mantenendo sempre come priorità assoluta la stabilità e le alte prestazioni, senza lasciarsi trascinare da innovazioni avventate. Ciononostante, ciò lascia aperto un interrogativo: se all'epoca Rolex avesse trovato un materiale metallico più idoneo, forse questo particolarissimo orologio a forza costante avrebbe fatto la sua comparsa sul mercato con un decennio d'anticipo, diventando una vera e propria pietra miliare nella storia del marchio.
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